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Perché certe relazioni funzionano?

By Aprile 21, 2020 No Comments

Una sola corsa. Vi voglio raccontare una storia, non tutta insieme ovviamente. Sarà la storia di un ragazzo che incontra una ragazza; i due si innamorano; il ragazzo perde la ragazza; Il ragazzo (e a volte anche la ragazza) sta la malissimo per quasi tutta la storia; il resto… lo costruiremo strada facendo, come diceva la famosa canzone di Claudio Baglioni. Si ritroveranno finalmente? Si sposeranno? Oppure entrambi prenderanno strade differenti? Potrete partecipare commentando, dando consigli se lo riterrete opportuno. Insomma correremo insieme.

Cercherò di illustrarvi come si costruisce una relazione, perché certe relazioni funzionano e altre no, cosa sono i traumi, come i traumi dell’infanzia possano riattivarsi in una relazione. Vedremo la comunicazione nella coppia. Tratterò temi quali l’innamoramento, il tradimento, il narcisismo, i meccanismi di difesa psichici, la fine di una relazione e l’elaborazione del lutto… e tanto altro ancora.

L’incontro. Il primo incontro. Si conobbero grazie ad un amica in comune… lui usciva da una storia complicata, tormentata, lei era impelagata con uno che non voleva nessuna relazione ma da cui non riusciva a staccarsi. Quella mattina d’estate si conobbero al mare, entrambi riconobbero negli occhi dell’altro la sensazione di essere a casa. Lui andò via cercandola ma per qualche strano caso non riuscì a salutarla. Quella stessa sera lei gli scrisse un messaggio su Facebook che diceva: “ti ho cercato per salutarti ma non ti ho trovato”. Non essendo però ancora amici su Facebook il messaggio non fu subito visibile, e allo stesso tempo, lui, le inviò una richiesta d’amicizia su Facebook e così quello stesso messaggio divenne magicamente leggibile agli occhi di lui come quando ti scaldi d’inverno davanti al fuoco. Iniziarono un breve scambio di messaggi e lui le propose un caffè per una delle sere successive. Invito accettato ma con una piccola correzione che simpaticamente venne sottolineata a lui ancora grezzo come il petrolio.

Lui si chiamava Fiorenzo lei Carolina, si incontrarono per un aperitivo una sera di luglio dopo che lei tornò da un breve viaggio con delle amiche. Andò a prenderla con la sua vecchia macchina senza freni e prossima alla rottamazione, come prossima alla rottamazione era la sua vita passata. Un nuovo inizio. Dopo aver girato invano cercando il numero civico esatto finì per fermarsi in una strada senza uscita e lei lo raggiunse a piedi. Aveva un sorriso unico, di quelli che ti arrivano dritti alla pancia e ti tolgono ogni pensiero. Si dirigono verso un locale sul mare, prendono posto, Fiorenzo sudava in parte per il caldo in parte per l’emozione. Ma non lo ammise, per lui le emozioni sono sempre state un problema, un problema serio, bisogna tenerle sotto controllo si diceva inconsciamente, ma più ci provava più una doccia di sudore iniziava a invaderle la faccia. Carolina non potè non accorgersene e  con tono dolce affermava: ci spostiamo? Capisce subito lo spessore di questa donna che per toglierlo dal disagio non gli chiede: ti vuoi spostare ma quasi si fa carico del suo imbarazzo. Così si spostano in un tavolo maggiormente ventilato. Nello spostarsi lei prende le chiavi della macchina di lui. Un gesto nuovo, cui Fiorenzo non è abituato, lo nota, lo registra come una carezza sul viso. Ordinano due calici di karmis, parlano, parlano e parlano ancora. Ordinano altri due calici, vuole pagare lei questa volta. Pensa lui: come pagare lei? Abituato come era alla sua ex che gli pretendeva ogni cosa anche quando non poteva permetterselo, talvolta dovendo rinunciare a se stesso.

Un altra carezza, qualcosa gli diceva che forse era finalmente arrivato il momento di uscire dalle acque torbide cui era abituato a navigare. Verso le undici sì rendono conto che l’aperitivo è diventato qualcosa di più, ma sono stati bene, così bene che hanno fame. Lui propone una bistecca, lei sorride e accetta. Così chiama nel ristorante dove era solito andare. La cucina è chiusa ma gli dicono di andare comunque, due bistecche le avrebbero cucinate. Volano e la serata prosegue a cena. Terminata la quale la riaccompagnò a casa. No non la baciò avrebbe rovinato quel clima così unico e speciale… in realtà forse non ebbe neanche il coraggio. Così rientrato a casa non poté non inviare un messaggio per renderla partecipe di quanto fosse stato bene.